indietro  Santa Felicita (Pontormo) 1979/80
Descrizione:
Giorgio Ulivi - Santa Felicita) Sono nato il 28 Dicembre dell’anno 1938 a Vicopisano, in quel di Pisa , ma potre essere anche venuto alla luce a Pontormo, presso Empoli il 24 maggio del 1494. Secondo Giorgio Vasari però sarei stato partorito un anno prima. Nel 1937 o 1493? Mio padre (Giancarlo) Bartolomeo di Jacopo Carrucci, ma potrebbe anche non esserlo ( non ci sono testimoni), anche lui pittore, discepolo del Ghirlandaio. Mia madre ( Anita) Alessandra di Pasquale di Zenobi di Filippo (dei Frulli), casalinga. Mio nonno, calzolaio di Empoli e dintorni. A dieci anni sono rimasto solo con nonna Brigida: E’ del 1508il mio primo trasferimento a Firenze presso il magistrato Popilli, ma secondo documenti trovati da alcuni frati la mia presenza a Firenze sarebbe da far risalire al 1503. Ricordo vagamente un altro trasferimento dal Veneto a Pistoia nel 1959 con visita a Ferrara al Cossa e Tura….., c’era anche il castello di De Chirico. Da allora, dopo aver frequentato la bottega del pittore Futurista, Primo Conti detto Primino , non ho fatto che dipingere, almeno credo; è del 1513 il mio primo lavoro autonomo: Dapprima ho decorato i carri del Carnevale (non quello di Viareggio), e l’ingresso della S.S. Annunziata, Andrea del Sarto invidioso allora mi ha allontanato. Lodovico Capponi mi commissiona nel 1525/28 la pala di Santa Felicita, riveduta in occasione di una esposizione nel 1980. E’ di pochi anni prima l’incontro con monna Manuela Savarè, da questo amore è nato il putto Manuel, anche se altri trascorsi mi avevano visto assiema a quella dei Lunardi, in arte Aladina acconciatrice da cui era nato un graziosetto Gabriele. Nel 1557 mi hanno sepolto nel chiostro della S.S. Annunziata, sono morto il giorno prima ma potrei essere morto l’ultimo dell’anno. Molti sonetti mi sono stati dedicati: dal Varchi, deal Bronzino e da altri ancora. Ho saputo dal Vasari della mia agorafobia e bisogno della solitudine e anche della mia paura della morte, tanto che vivo tuttora con tale angoscia. In un mio diario ho parlato di tutte le mie angosce e delle mie scorpacciate assieme al Bronzino di frittate e uova al tegamino, credo di essere stato un po’ avaro anche se in vita i Medici non mi hanno foraggiato abbondantemente. In occasione di questa mia mostra ho pensato seriamente di ridipingere la Santa Felicita in chiave “Concreta”. Jacopo da Pontormo pittore (Giorgio Ulivi Pisano da Pistoni scritto riveduto nel novembre del 2005
elenco opere  galleria opere

indietro

risoluzione consigliata 1024x768