indietro  Perspecula 1995/97 - "Lo spartito ritrovato"
Descrizione:
“ Fare della buona pittura non è che questo mettere i colori giusti al posto giusto” ( Klee ) Addentrarsi nell'opera pittorica di Giorgio Ulivi significa analizzare la pittura nell'atto della sua pratica. ……………………………………………………………………………………………………………………………………….. Partendo dal principio che lo specchio dice la verità introduciamo l'ottica dalla quale prende avvio la riflessione intorno al più recente fare pittura di Giorgio Ulivi. Perspecula, osserva bene, e come il disegnatore di Durer, anche per l'opera di Ulivi, attraverso una rete. Non è inutile dire che le due condizioni di visione non sono correlabili. L'esperienza dell'uomo di Durer è paragonabile a quella degli uomini nell'antro della caverna di cui racconta Platone a proposito del dialogo tra Socrate e Glancone né La Repubblica: 'essi vi stanno chiusi fin dall'infanzia, carichi di catene al collo e alle gambe che li costringono a rimanere lì e a guardare soltanto in avanti, poiché la catena al collo impedisce loro di volgere intorno al capo." 1 Accettare la tesi che solo la prospettiva dia la rappresentazione della realtà significa accettare l’ipotesi che "un solo gruppo linguistico esprima tutti i bisogni linguistici dell'umanità.,2 Solo fuori dell'antro, alla luce del sole, è possibile vedere quello che sta dietro alle ombre, tanto che solo in quel momento l'uomo può esclamare: allora la vera realtà è ciò che sta dietro a tutte le cose che vediamo! Questo stesso grido si può liberare davanti alle "gabbie" di Giorgio Ulivi, una volta usciti dalla disfunzione del doppio cieco3, ovvero dalla incapacità di non vedere di non vedere, che si ritrova nella metafora del filosofo greco. Consapevoli, però, che della realtà ci sono livelli su livelli. Il punto di vista vagante, per usare l'espressione con cui Klee definiva il continuo spostamento del fuoco prospettico, necessario per vedere le opere di Ulivi, supera la cecità dell'immobilità platonica rinnovando la nostra visione. Una visione che si rinnova nel marcare una differenza. A dare fondamento a questa convinzione la cosmografia colorata del virtuale secondo piano pittorico delle opere di Ulivi che contraddice il monocromo dello sguardo frontale. Un secondo piano pittorico che non è dato altro che dalla riflessione ottica del retro del colore, dalla sua sospensione di fronte ad un ulteriore nostro punto di vista: lo specchio. E' questo, infatti, una protesi che consente di cogliere con la stessa forza ed evidenza lo stimolo visivo dove l'occhio non può pervenire. Se Fontana ha permesso di vedere in alcuni suoi lavori dietro il quadro, Ulivi mostra il dietro del quadro usandolo per la costruzione dello stesso. La pittura non più come prodotto ma come processo. Marco Bazzini
elenco opere  galleria opere

indietro

risoluzione consigliata 1024x768