Anna Brancolini

Iterum

Iterum

Il rifiuto della costrizione, il senso di una profonda libertà e di un estremo rigore, la ricerca continua, inquieta, mai paga di se stessa costituiscono la cifra artistica di Giorgio Ulivi che non vive la condizione dell’essere artista, ma del diventare artista: non uno stato, dunque, ma un processo, un percorso in continuo divenire….
Un percorso di frontiera - sempre - che si apre al futuro, memore però di un passato che dialoga con il presente e si fa stimolo dinamico;acquisizione consapevole e mai nostalgica.
Ogni tentativo di chiusura o di definizione sembra pertanto tradire lo spirito del lavoro: perché tale spirito va oltre le opere, oltre gli spazi e le forme, oltre il luogo e il tempo.
Paradossalmente anche ogni mostra -antologica e no- è un “tradimento” , perché crea selezioni, esclusioni, chiusure per opere insofferenti di ogni limite; per opere che rampollano, l’una dall’altra, in un flusso irresistibile e spesso imprevedibile.
Ed allora, che cosa di più provocatorio -o forse di logico e coerente- della negazione della parola fin “fine” o dell’enfatizzazione del senso di costrizione per accorgersi - sperimentandolo personalmente, fisicamente, concretamente - del suo dissolvimento nel suo contrario?
Da qui ITERUM.
Perché “Attraversamenti” - il primo frammento della mostra pratese - rivela il suo status di frammento e non può proporre (o imporre) conclusioni o cesure né pretendere attraverso frammenti, pur tra loro interagenti, che i frammenti assurgano ad emblema del tutto… Perché le opere rivendicano una loro autonomia, un loro spazio vitale, anche se solo per sotto lineare che anch’esso è insufficiente e non “conclude”….
Perché la costrizione spaziale, del luogo e del tempo enfatizza,si risolve nella materializzazione della libertà, suo contrario…
Un’araba fenice, ancora.
Una mega-gabbia-aperta, negata- che s’impone perentoriamente nello spazio chiuso per mostrare come forme e non forme,vuoti e pieni dialoghino senza fine e come l’opera si proietti oltre se stessa e, aprendosi agli altri, percorribili, vanifichi la chiusura dello spazio e del tempo, all’esterno e all’interno di sé, superi l’attimo e si insinui nella vita (lo specchio…); anzi sia essa stessa vita
( reale, illusoria, sognata?).
Mutevole e sempre nuova, diversa e inafferrabile, come mutevoli e sempre nuove, diverse e inafferrabili (e dunque enigmatiche) sono le presenze umane che, insieme ai frammenti di tempo con essa si intersecano….

Anna Brancolini

                                                                       risoluzione consigliata 1024x768